Tracce

ex-libris/ delle madri, marina minet

Ex libris per “Delle madri” ed. L’Arca Felice 2015
Omaggio di Roberto Matarazzo



le frontiere dell'anima, marina minet

Ex libris per “Le Frontiere dell’anima”, Liberodiscrivere 2006
Omaggio di Roberto Matarazzo (2013)



“La poesia di Marina Minet (o Teresa Biccai che dir si voglia), ha caratteristiche stilistiche assolutamente riconoscibili, stilemi omogenei e forti che la rendono unica sulla scena nazionale. Come la musica di Chopin, o di Philip Glass, come la pittura di Klimt, come l’architettura di Rudolf Steiner, ogni suo verso, è un marchio d’origine controllata, un prodotto estetico, sicuro nel gesto ed ineccepibile nella forma: una forza connotante.
Accanto a questa forma matura e personalisssima la Provocazione, una provocazione piena di pietas, unico legame con il mondo delle avanguardie della tarda modernità. La critica ciarliera dei salotti e dell’intellettualismo che si parla addosso, non capirebbe l’essenza e la grandezza della Minet, se ella non avesse questa sgarbata capacità di muoversi sui crinali più pericolosi del dubbio.
Ma in lei non c’è dubbio alcuno, essendo manichea e dualista nel riconoscere la luce e l’ombra. Significativa quindi per il nuovo secolo più che per il ‘900″.

Raul Lovisoni



“Il linguaggio di Marina Minet è robusto, potente, ricco di spunti, segni, rimandi e sfumature, volte a cercare le inclinazioni e le piegature più giuste per esprimere questo dramma umano e sociale. Si legge e si sente con la testa e con la pancia. Non necessita di troppe spiegazioni o interpretazioni, occorre ascoltare più che capire. Spogliarsi dei propri filtri e preconcetti, per stabilire un contatto (…)”.

Maria Pina Ciancio



“Credo fermamente che la poesia della Minet trovi specchi profondi di identità con la poesia del continente, ma conservi una fragilità interiore che va letta alla luce di un dialogo che solo chi vive tra cielo e mare può realizzare: “(Alice, guarda il cielo / Cercando d’afferrare il vento di nascosto; / E lui a sorriderle / Inventa / L’impossibile)” (pag. 40). Il lettore resta stupito di fronte a tanta forza poetica (…). Alla fine giunge alla consapevolezza, provvisoria, che Alice/Elisa è alla ricerca “della sovrana verità” dove ciascuno di noi vorrebbe posare i dolori, le ombre, il desiderio di infinito, che ci abita dentro.
“Ruvida luna – appesa al tetto – si nega fra le stelle la dimora; e a saperla carne / immobile le ruba impallidita l’innocenza” (pag. 66). Nell’intera raccolta palpita una forza di vita che, come legno si modella, che come legno contiene e rinnova la vita umana, che come ciocco di lana si lascia filare al fuso del tempo alla ricerca: “Del nulla che rimane da scontare” (pag. 120). Un pasto ineluttabile che: “Del vivere s’apprende il tempo / La sabbia che scivola a svoltare / Sul dopo che arriva troppo presto” (pag. 132).”

Vincenzo D’Alessio, giugno 2010



“… una lirica (Sculture sbriciolate) dove verso dopo verso il lettore è chiamato a seguire il tracciato del poeta i cui passi “consumano sabbia”, un movimento della mente volto alla ricerca di un’autoconsapevolezza che si liquefà in un panteismo vegetale d’inestimabile caratura. “Intanto le foglie continuano a svanire/ nessuna uguale all’altra e tutte uguali a me”.

Lorenzo Spurio



“Prosa e poesia, su argomenti vari, ma quasi sempre centrati sull’inquietudine, l’ansia e le più alte problematiche della vita. Il suo stile asciutto, essenziale, indagatore non tarda ad affascinare il lettore che ne resta invariabilmente colpito e conquistato”.

Benito Ciarlo



“Come un flusso di coscienza la lirica si distende fluida e profonda, come un pensiero da sussurrare a se stessi. Raccolta dei piccoli trofei della vita, quadro che raccoglie tasselli necessari gli uni agli altri nell’opera della vita. Una lirica di delicatezza ed angoli duri, che giunge al domani come una “incognita promessa”, bacino che raccoglie l’amore ma anche il suo contarrio”

Aurora De Luca

(Motivazione del Premio Città di Rocca di Papa 2014 per la poesia “Ciò che non dimentico”)



Motivazione del Primo premio (inerente al racconto “Metamorfosi nascoste”) assegnato al concorso “Premio Letterario Roccagloriosa 2015”, nella sezione “Racconto a tema la donna”.

Un racconto che è quasi una poesia, articolato attraverso una costruzione narrativa che vede alternarsi una voce solista e una sorta di coro nascosto che recita, quasi impone, una nenia infernale. Il registro narrativo è padroneggiato con assoluta maestria e il racconto restituisce, da un’angolazione inedita la terribile vicenda di una violenza. Toccante, profondo, a tratti visionario, colpisce e stupisce per l’originalità e la forza narrativa.



Motivazione del primo Premio Letterario Nazionale Città di Taranto 2015) per la poesia “Così vicino agli occhi”

«Un viaggio bellissimo è quello che ci propone Marina Minet con la sua poesia “Così vicino agli occhi”. La vicinanza la ritroviamo al rosso acceso della terra, all’impetuoso vivere di un’anima egregia, alle tante tempeste che ci chiamano a difendere le cose che amiamo. Marina Minet affronta le parole con coraggio, con fierezza. Ci trapassano, ma non passano, restano a bagnare la terra che calpestiamo e che amiamo».



Motivazione del primo Premio assegnato alla Poesia “Vicoli” al Premio Letterario Internazionale Isabella Morra 2015

Un percorso lirico fra vicoli sfuggenti ad ogni sguardo in cui si aggirano incompiutezza e verità, sacralità e profanazione (…). Lo sguardo dell’autrice indugia con stupefazione e diffidenza sul penoso dedalo dei loro tragitti, per poi ritrarsi repentinamente e chiudere a chiave le porte alle sue spalle. Da dietro le finestre l’esplorazione dei vicoli insabbiati come umide trincee si tramuta allora in quieto iperling interiore e in fugace sensazione di rassicurante appartenenza, a condizione però che il sole si ricordi di cibarli di luce al suono del tuo passo che ritorna. Così l’approdo del percorso è un ritrovamento e non uno smarrimento in un sinestesico impasto di sapore, ascolto e contemplazione.”



Motivazione del premio “La forza dei sentimenti”, Roma 8 ottobre 2016

“Delle madri” libro edito di Marina Minet –1° Posto
Poesia dallo stile maturo ed elegante, trasudante senso di profonda sacralità del sentimento materno, interpretato non solo come atto di inestinguibile sacrificio carnale, fatica fisica, ma anche come eredità di una propria esperienza, di parole e ricordi che forgiano e completano i figli, frutto di grembo e cuore. Le madri scavate come statue dal tempo e dalle pene, ma mai sottomesse a questi fattori. – Carmela Gabriele

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