Michaël Borremans, The Prodigy, 2007.

Vivi queste premesse d’anima
come vertigini a sequenza
e non aver paura di cadere.
Quest’ordine profondo che sovrasta
seppure dovessero sprangare le tue labbra
con la catena più robusta.
Questo abbecedario fatto anche di dolore
senza che il lamento ti sia voce
quando le macerie ti alzeranno.
Questo crollo di fanghiglia dentro agli occhi
anche se dovessi barcollare sulla strada
accecato dalla luce degli astri.

Accresci queste premesse a traboccare
instancabile e disposto come la terra
prima della semina.
Queste premesse d’anima ch’io amo
chiamate anticamente verità
senza che nessuno ti dissuada

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