L’anima resta.
Come manna è a notte fonda
l’inginocchiarsi folle delle carni
sbiancate come neve in ogni croce.
Grazia è la sua crosta
luci le sue urne e pianto la sostanza
da unire solo al pane.
Persino nei deserti si abbevera feconda
come una radice gocciolante
alzata sulle fronde. Larghi i rivoli
la inondano ospitali in un accordo
che il cielo guarda altrove.
Il pensiero è una reliquia talvolta
un tralcio battuto dal vento
in preda al suo viaggiare
fra sassi e muri impervi
ma lei rimane, pioggia sì costante
e tessitura ardente
senza viscere né peso
principio e gloria di ogni devozione

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