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Sylvia Plath – La luce dell’imperfezione

Sylvia Plath“Forse quando sentiamo che vogliamo tutto è perché siamo pericolosamente vicini a non volere niente. Il non volere niente ha due estremi opposti: o uno è del tutto realizzato e ricco e ha una tale quantità di mondi interiori che quello esteriore non gli serve per provare gioia, perché la gioia emana dal centro del suo essere; oppure uno è morto e marcito dentro e questo mondo non ha niente da dargli.”
(Sylvia Plath, Diari, pag. 122 da una lettera a Richard Sasson)

È faticoso talvolta entrare dentro l’anima di un poeta. Si esaminano i suoi scritti da diverse angolazioni con dovuta meticolosità e ci si rende conto che ciò che si cerca di capire, in qualche modo, fa già parte di noi. E diventa quasi naturale, attraverso le sue parole, rivedere ancora una volta la fisionomia della vita, come un grande stomaco…

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