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Per ogni offesa, un busto senza vene
per ogni angoscia, un’altra vita
o un giorno per morire

Attraversandosi
per varcare la cruna dell’ago
si guarda gli umori dall’alto
per credere al dolore:
l’intralcio che l’anima sorseggia
voltandosi di spalle

Le unghie le scavano le notti
col verbo che sanguina nel cuore
pesante da cent’anni

Livida stagione, nessuno è suo fratello,
nessuno il suo barlume, splendore,
risacca fra le labbra o buona vela.
Livido è il cammino per chi non sa marciare
amando tutti i sassi che infestano la strada

Seguitele le impronte, se riuscite
lasciando tutti gli astri e tutti i nomi
che vi hanno accompagnato
in questi luoghi brevi

La meta è proprio là, come un’infanzia
piena di balocchi
dove gli anni si gettano in picchiata
donando ad ogni gesto il suo silenzio

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