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La gola dei corvi stride
Insieme alle altre voci che limano i calanchi:
Mammelle accovacciate senza figli

Sembianze inaridite

Abbraccia ogni paesaggio, la sera
Che muore dentro agli occhi
Persino questo
Riverso sulle spalle – in posa verticale –
Somiglia ad una croce
Per gente di speranza

E dio non ha più rami da tagliare
Né gigli fra le braccia da consacrare a chi
Guarda in silenzio
L’argilla in fondo al fiume

Ogni suono è un ritorno, un segno di partenza,
Il grido è buio dinanzi alle montagne, la cenere è sfiorita,
E il calco d’ogni volto ferma il tempo
Bordato di parole inoffensive
Espresse a mani giunte

Le stigmate dei santi schiacciano sul cuore
Tutte le viltà
Sul bordo d’ogni salto
E io mai potrei voltarmi, nascondere le mani
O chiudere la porta alle ragioni
Di questo mio restare

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