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Fisionomie.
Parole di bontà legate agli aquiloni
e nubi come forche
da innalzare
per questa volontà che mi è sorella,
telaio fra le dita mai capaci

L’ordine imperfetto degli insiemi
delle frasi, dei sorrisi, degli impulsi
lanciati controvento
e delle rose che tardano a sfiorire
perché la morte indugia
offrendo sempre un giorno come sfinge

Cercate l’immobilità del mare:
l’assurdo d’ogni essenza.
Le valli fra le onde come innesti
d’origine cangiante
e troverete il mio corpo
gioioso sotto i sassi
come una parola sbagliata:
gli occhi sul grembo
le braccia sepolte -fiumi ai deserti
e il seno insonne -sfamato d’ogni pianto

Cercate l’immobilità del mare
il suo bruciare, appassire, restare
la forma dei moti contrari:
la quiete dei soldati, il cielo a scaglie
l’inferno d’ogni santo
e il bene dei serpenti
che a volte non è detto

Cercate l’immobilità del mare
stagioni come istanti inavvertiti
senza fiori né foglie in avaria
e lì scoprirete il mio cuore
stonato, cordiale, dimesso
di fronte alle intemperie
scandito, fra le labbra dell’inverno

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