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AMELIA ROSSELLI – Quando l’inconscio ci cammina accanto

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“Cercare una risposta ad una voce inconscia
o tramite lei credere di trovarla – vidi le muse
affascinarsi, stendendo veli vuoti sulle mani
non correggendosi al portale”

(da Amelia Rosselli, Le poesie, prefazione di Giovanni Giudici, pag. 394)

Ho sempre amato il potere delle parole e il segreto che le circonda. La contemplazione che le estende verso diramazioni complesse e il rituale del pensiero che le forma. Le immagini che le ritraggono e i chiaroscuri che le inventano. Noi tutti siamo fatti di parole, anche quando le scartiamo per incuria o perché semplicemente irraggiungibili.
Hanno bisogno di coraggio, le parole, di un coraggio immane, di occhi grandi e di corpi nudi privi di qualsiasi paravento. E hanno bisogno di specchi, di sovrapposizioni intime e di ritmi, di grida sprangate, di umori fecondi, di assenze e di solitudini, di rabbie, di paure…

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