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[La terra possiede la mia pelle:
guardate i laghi e i mari
che versano i miei occhi.
Vedete, siamo onde.
Frammenti di istanti
in un tempo omicida ]

Non so se capirò domani
se ancora questo vuoto farà le mie ferite
posandomi sul grembo i vostri nomi.
La carne è ancora in me
tanto la sento
in questa lontananza
che impolvera anche il fiato

Hanno dimenticanze, i giorni
angosce che sbiancano i capelli
e chiudono finestre a ogni passare
che ci frantuma un po’
strappandoci le ali sull’orlo dei dirupi

Com’era la mia voce.
La spinta delle acque che vi ha bagnato gli occhi
parlandovi di me – unita con la luce
sull’uscio delle doglie

Non ho rimedi, ormai
la resa ha il mio pensiero
e ho allontanato dio
che non mi sente
sparito fra le ossa delle stelle

Osservo un po’ le foglie a volte
e gli alberi che invidio
sorreggono le assenze con le piogge
spaccandosi a rilento tutti i nodi
indifferenti agli urti e alle partenze

Datemi un sepolcro
un piccolo fondale d’universo
che accolga sfioriture
per assopire il cuore che mi resta

Il tempo è un viaggio incerto
un credere o morire che basta a rassegnare
ma la speranza addenta
addenta come un cane e ignora gli anni
che contano le rughe

Vorrei che fosse culla, la mia parola in voi.
La festa che vi allieta e il dono più essenziale

*
C’è un luogo da cui nessuno mi allontana
rimango immobile a guardarvi
sorrido
e quasi non so più trovarmi
mentre le ombre mi cadono dal cuore come spaventi in fuga

È il mio pensare che a volte si confonde, dimentico chi ero, chi sono
e il corpo m’inventa il respiro, estraneo a queste strade senza cielo
dove le luci nascondono il mio volto

Erano nostri i giorni da fermare sul calendario
come promemoria di vita
e adesso, ognuno li conta per sé
diversi, spezzati da quell’appartenenza, usuale solo alle radici
e a chi, malgrado tutto, non si adegua ai passi dell’indifferenza

Avremo parole domani dentro i cesti
da cogliere e curare
e frasi mai sapute come doni impalpabili
quando l’attesa scapperà dal tempo prima di lasciarci
per poi trovarci ancora

Perché l’amore è anche questo
è un susseguirsi di porte dai colori imperfetti
che non si chiudono mai

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