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Le strade dei tuoi fianchi sono in me
nessun pendolare vi si aggira
solo il mio vagare ti raggiunge
e sulle spalle, a tratti, scorro come un’ombra
e ti chiedo
cospirando fra le braccia
solo un gesto
ripetuto all’infinito

Non seguirmi, sei già qui se ti percorro
la penombra mi è difesa mentre conto le tue dita
includendomi alle somme, cosa sola.
Sono un’orma in questo viaggio, pellegrina,
conto i passi della luna
annientando tutti i venti
e i sentieri che intravedo già si dicono disposti
perdonandomi i confini

Sei la mappa che mi orienta
del tallone che mi sposta e del destino.

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