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Agnese, lode svanita alla vita.
La tua attesa è in questa piazza di Verona
Mentre fletti le mani in equilibrio
Sillabando quel tuo mondo che non c’è
Con la pioggia lì a invidiarti l’espressione:
Un sobbalzo senza incerti

È il pensiero che non muore?
Ciò che ieri hai smarrito con le ossa
Sospirando l’universo
O una festa senza indizi

È rimasto a darti un’orma
Ciò che hai dentro quasi appeso.
Ciò che ieri si è incastrato nel tuo fianco
Pretendendoti col nome di nessuno
Tu che ai suoni ti adoravi
Intrecciandoti i capelli per il battito del cuore

Qui a Verona, queste nubi se ne andranno
Senza neanche darti un’avvisaglia

Chi beffeggia non lo sa
Che il tuo nome è del perdono

23 marzo 2014

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