se il silenzio aprisse le fauci
il mondo si spopolerebbe
in un avanzo misero di strada
fra giocolieri e maschere in disuso

senza glorie né mantelle
le parole sgorgherebbero sincere
rallegrandoci le labbra

quante grida si legano al silenzio,
e le offese, pur frenandosi a maniera
si accantonano annodate in fondo agli occhi
come lacrime indigeste
(l’autunno esiste
quando piangono gli alberi)

pioverà domani per sfinire lo scenario
a questa terra priva di coltelli,
l’orizzonte già ammonisce i rovesci fra le foglie.
le radici, quelle nude guarderanno
il martirio abbracciato alla bellezza
(questa impura verità)

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