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tutto ritorna, tutto va oltre
le rondini chiamate dal maltempo
e i fiori dalla luce
in preda alla beltà come alla sorte

è breve il nostro tempo
scalfito fra le labbra, prosciuga l’entusiasmo
che sfidiamo
ovunque a farci grani del destino

preghiere desolate in alto mare
tramandano i timori a chi verrà
per non scordarci mai

dov’è l’istinto eterno
l’abbraccio dei soldati c’impersona
armandoci a rilento d’abbandono

*

di suono in suono
la voce che solo ci appartiene è il silenzio

martire è ogni sogno
e ingannevole è l’attesa
come la morte – involucro a venire
sorretto notte e giorno

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