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alice sazia gli uccellini con le viscere intaccate
e li nutre
e li sorregge
fra piccole ferite inopportune
sconta gli uccellini tutti in fila
e li rallegra
con beatitudine imprecisa
silente ne invidia i dolori e le più gioie

alice, irremovibile costanza
debutta tutti i giorni grandi gesta
sudando l’inventiva più intonata
come se il respiro fosse nulla

guardate alice, il corpo che entusiasma senza festa
le mani segregate strette in tasca
e il suo cantare
il suo ridire e protestare sotto i sassi
morente ad apparire tutta intera

scopritene le forme
il lutto dei capelli senza posa
sprecati in mezzo al vento

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