Tag

e se di me restasse l’argilla
distanzierei dio per non ridarmi il volto
ora che ho temuto le rughe delle maschere
l’impronta ha perso il passo
e così il cielo
sfregiato per le collere danzanti

sono il credo ottuso, la crepa del rifiuto
e il lutto da sperare.
predico per voi i canti degli illusi
e accordo le campane che saranno
rancori nel silenzio

alte memorie consigliano le membra
e posano al di sopra della fede la pena che riscuoto
scucendo le stagioni accanto al tempo

e poi mi azzardo a dire rarità
difesa dal buon giorno r inanimato
come se le foglie potessero deviare il vento
capace di sfoltire anche le croci

l’ovunque è parodia,movenza sorda al corpo
il verbo che adeguato sa plasmare
l’affetto come l’oro.
chi mai saprà il valore che a volte contraddice
la pelle che mai siamo

irragionevoli spalle, queste cieche forze senza fiato
mai che mostrino all’onore la fatica, come inabile carezza,
mai che addentino la sera e il suo coraggio e che il vero sia zittito

Annunci