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Prosciugo le certezze, madre mia.
Il cielo che prevedo ha piogge ferme
Arandomi rovina

Non dire eternità se mi cammini accanto
La strada che mi aspetta conta i fiori
E i prati del confine

Forse ho sprecato il cuore
E attendo le campane
Per tendermi una mano
Di pietà

Raccontami del buio
Dei morti che vedrò domani e sempre
Sinceri come dio

Quanti misteri intorno alle parole
E i gesti dietro al verbo
Non sanno mai se è vera l’intenzione
Di nominarle impure

Riscalda le mie vene
Quando sbiancherò
Attrezzale d’orgoglio e di bontà
Chiamandole nessuno

Mi seguirà l’autunno
Le foglie sopra gli occhi si poseranno mute
E il margine del tempo
Vedrà la meta fredda

Sarà un pensiero a sfare
L’età che fu lucente all’ombra
Contenta d’esser stata
Gioia e pianto

In fondo siamo pane
Mangiandoci l’un l’altro in sacrificio
Sappiamo che si può
Pregando in comunione
Il corpo del perdono

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