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Io confermo la vita, il tepore della brace
e l’indole per contenere il cielo fra le gambe,
qualche parola immane, il rantolo del cuore
sotto il ramo del cipresso
mio fratello ottenebrante

Vera è la mia pelle, e in alto, ad ascoltarmi gli angeli
raccontano immorali le mie ossa
e il tributo che ogni istante disprezzo
quando il gergo minimizza la chiarezza

Che sia la mente sciocca, il prossimo offertorio
o un mare d’acqua incerta
come la sete dei briganti frustati
prima della forca

E se riuscissi, domani, a contestare il vento
lo scavalcherei
per rinforzarmi il passo
e negherei stanchezze
strappandomi dal ventre la menzogna

Durevole coraggio d’alte guerre
l’amore per l’essenza guida il caos
sgorgando verità da incoronare

Nel gorgo del giudizio
le lacrime addensate
trasudano ostinate la mia colpa
ora e mai

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