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Chiudeva fra le braccia un dissapore
mentre la luce nuda agonizzava
stendendo sull’asfalto l’ombra opaca

Vetro agli occhi
come una condanna liquidata
seguivano la scia dell’ultimo di spalle
privandosi d’alzar la mano nel richiamo
per sapersi a scritta incisa
sangue di vena uguale

E l’ombra assente sotto il cielo indegno
diede la conferma
falciandogli l’ossuta levatura
che a messe andata compiva a proseguirli

Quanta illusoria limava
il labbro pesto che a freddare s’inoltrava

Aprile 2007

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