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Le ossa a fiumi scivolano lente.
Dicono di chi? –ininterrotte ad Auschwitz
accomunando pianti come poderi
da coltivare al tempo

Gli odori tralasciano l’incenso -scordati
ingraziano la fossa come un battistero
e gli occhi nati palpebra vissuta
l’utile chimera che forse il cielo avrà

Dio che li ha prescelti, cosa vide
lodandosi le anime in colata
con l’indice dimesso
al credo della morte?

Che cosa disse, graziando i denti e poi capelli.
Dei polsi come steli e della sorte
già falce preannunciata
salvezza di frontiera

I ladri in paradiso al gergo del mistero
setacciano fra i chiodi
chi madre o figlio o padre
le tristi appartenenze

Le ossa a fiumi scivolano stanche
e ammantano le croci
fra i palmi immortalati
memoria ancora un giorno

E Dio là nel passato
parola conservata sotto il gelo

2004

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