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L’eclissi della vostra coscienza è il mio pane quotidiano
Imprigionato in gola
Fin dove l’indulgenza scansa il senso
Dell’essere di parte

Il dunque è adesso e mi comprime, estingue le virtù
Quasi sembianza in prosa
Per questa buia tavola imbandita
D’umanità promessa mia ingenuità

Era la sera la morte da inscenare
In ogni stella illusa
La gloria dell’attesa
Scandiva le ossa del rosario
Dannato fra le mani

Che ne sarà dei giorni
Dell’iride allestita sotto l’ombra
Ora che la sorte ignora i santi
Temendo la bontà come dolore

E siete forse roghi, protesi verso l’acqua
Fandonie per decoro e geometria
Di giorno in giorno mai
Carni onorate

Solstizi e verità queste mie vene
Difendono del vento la ragione
Il soffio che a momenti s’intrattiene
Piangendo le corolle

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