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L’escamotage della corona formale
Del come sono e sei e siamo
E forse mai saremo
La lotta dei mansueti
Ciarlatani
vale a dire

Con quanta pianura deve piantarsi il ventre
Per germogliare la strada che condurrà essenziale
Orientando la parola grido e gesto

Strepito e rinnego
Sono l’uragano del mi resto
E in questo mio sostegno annego il meglio
Il sorriso dell’unanime confronto
La regola comune dei codardi
Mai sbranati

Passa il tempo, le fandonie sfiateranno,
L’invasione dei delitti mi deformerà avanzando
Perdonandomi immodesta soggezione

E se di spalle prendo a vezzeggiare
Non è colpa la pietà
L’esenzione verso l’ombra
Con le carni so citarmi respirando
Corpo e volto insieme al nome

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