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Seguo la notte
Lodando le foglie della luna
Come identità pronte a morire
Senza lamentele

Guida manto ombrato
Cogli questo passo
E assegnalo profumo in braccio al buio
Prima che l’aurora gli derubi il sangue

Non ha strade oltre le montagne
La neve sbiadisce le visioni
Con l’inconsistenza della pietà
Dedita all’umore della sorte

Bianco evasivo
Suda dal passato l’avvenire
Fino a nominarlo
Arto degno d’esser stato
Posa e viaggio

E se l’incerto resta
Forzando l’orma della stanchezza insonne
Avanzando non gelerà il calcagno
Nel mordersi le vene
Per dissetare ancora con la sua follia
Tutte le stagioni

Ciò che resta del mare
È l’essenziale, la terra schiusa al cielo
Come il margine che intorno basta a sé
Stringendo sempre il sacro in lontananza

Il fiato è qui
Roghi di vento in tasca affidano la voce
Strappandone i silenzi tra le piaghe

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