E se noi fossimo immortali, la luce splenderebbe con timore
E piangerebbe l’ombra dell’assenza
Perché noi piccoli viandanti con le croci
Condanniamo più del cielo, ostili nel linguaggio
Contiamo quantità fino a gioire
Lasciando magre briciole agli uccelli

E se noi fossimo immortali, che cosa avremo da dare
Singhiozzi logoranti, e bocche schiuse altrove
Sotto l’oro dei popoli caduti.
Tornate cari, se potete, tornate fiori,
Sognate che si può onorare anche il destino
La rabbia tra le ossa, la farsa che spogliamo addosso agli altri
Seduti come tarli sopra il legno

E se noi fossimo immortali
Di notte veglieremo disgustati
Cercando una ragione per credere alle stelle
Sottratte a chi ha sperato un altro abisso
Felice di patire

E se noi fossimo immortali, imploreremo la fine
Non penseremo al risveglio in terre amate
Né inseguiremo utopie
Noi crediti protesi al banco dei pegni
Smisurati tesori felici senza un Dio

Salmi in carestia noi siamo tutti mortali, illusi di non esserlo mai stati
Usiamo le favole dei sogni e ci vestiamo d’attesa
Scrostando dalla grazia la bellezza
Per venderla ai maiali

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