Si sono dimessi i pensieri, i pensieri si sono sfrondati
Hanno infranto la ribellione, quel coraggio che forse ero io
Coronava il mio giorno di grano, e di grappoli d’uva in fermento

I pensieri sono ormeggiati, salutari a scadenza alternata
Hanno perso le vene dei polsi
Come se mai io li avessi abitati, delegati a sorbire la lotta
Quando il cielo deforma la luce, ultimandola spoglia lontana

E in tutto questo coro invoco la costanza
Pregando tregue invano, trapasso il senno e il niente
Smistando nel respiro un po’ di pace
Il tempo d’impazzire

Sudore è la speranza, traguardo sconveniente il sale fra le piaghe
Guardare che domani sarà uguale, il vento nelle ossa,
Le foglie moriranno per ritornare ancora
Seccate dalla vita degna a istanti

Benevole stagioni, codarde eternità
Fin quando spinge il sole, precario tra le ciglia
Bugiardo disincanto

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