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In questo sottobosco di memorie
Ho schiuso le ferite
Mostrando la comparsa in un riflesso
Capace di morire

Io scelgo la bellezza
La sento saggia in gola
Discende fino al ventre e poi scompare
Temendo fra le viscere il veleno

Pietà di buona annata
Ti bevo dentro il calice molesta
E guardo avanti il tempo
Sfamando la giustizia col pensiero

Non vanti né favori insegue la mia età
Sbiadita come un’epoca inusuale
Contiene la rivolta
Amandola pungente fra le rughe

Silenzio è il mio perdono
Stonata l’intuizione posa il lume
La sua costellazione e l’inventario
Che serve per odiare il disamore

Discenderò all’inferno
Se avrò adorato voglie
Radunerò le aurore per darmi la tristezza
Graffiandomi le piaghe risanate

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