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Di ciò che mi contempla, non ho il credo
Né il tepore che licenzio a benedire
L’alba fredda come guida

Prediligete volontà non vi ricordo
Spengo oggi la fierezza
Domandandomi se il cielo mi saprà
Carne arresa imputridita

Vagheranno definite le mie ossa
Colmeranno la pianura di respiro
Trascinandomi il pensiero
Come termine compreso
Quasi eretica visione
Pronunciata dal silenzio

Beati i rovi ancora canto
Trasparenze uguali a Giuda
Speranzose dignità
Mai perfette per morire
Quando l’ombra inchioda gli occhi

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