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Hai visto mai che forse il cuore nasce?
Miraggio liberato io sfioro carità
E nubi da sfoltire coprendomi le spalle.
I rami delle querce, feriti sanno il sole
Contestano col vento angosce in lamentela
E sanno dondolare la direzione inferma
 Cadenti e poi innevati

 So che abbiamo un cuore,
Lo sento frammentare spogliandolo al tramonto
E qualche sera piange e qualche volta ride
O forse ci tentenno, nei battiti che annodo
Per tingermi le ali di gioia ponderata
Così gloriosa in fasce, confermo e studio il tempo
Per non cadere mai
Stringendomi capace

Il cuore è un vizio acceso
Un viale di sapienze e fertili impressioni
Da conservare in tasca
Finché la notte avrà
L’incerto e il suo sospiro

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