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Aspetto il mio falò.
Frontiera di parole, ho scelto falci a schiera
Nascendo tolleranza per scarse carità

Le ali del coraggio conquistano miserie
Oppure infermità da tesserci salvezze
Piovigginando fango e sale addosso
Quando l’esempio eletto frana spoglio

Corono verità. Il giglio mi sovrasta.
Le rughe del maltempo raffreddano compiute
E mentre ci ragiono le vedo naturali
Piangendo i fiori miei
A sfarmi già immortale
Ferita come culla

Lasciatemi le braccia per l’ultima fatica
Da stringere pietà.
I fianchi per voltare le doglie senza volto
Così che poi svanisca, figura da marcire.
Strappatemi il pensiero per non odiare il cielo
Saprò pregare al buio la fede dell’essenza
Coprendola dimora.
Spolpatemi l’udito, cucitelo d’onore
L’ipocrisia non sfami né asseti questa voce
Silenzio calpestato.
Svegliatemi lo sguardo per adorarmi adesso
Le ossa che ho sbiancato

E tu che sei fermento sollevi adorazioni
Curando la movenza delle stelle
Fin dove l’infinito.
Funambola accecata – seguo il volo
E so che morirò, e morirò fiorita
Cadendo foglia viva al tuo respiro
Mio ramo primordiale

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