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Ho perduto la mia età.
Ho sepolto gli anni in cui
Non stringevo nebbia e sole
Tentennando la scadenza dei lumini

Non difendo le illusioni, scaccio il trono,
La viltà delle tribù che seccava le mie scarpe
E ho capito che la strada più lontana è dentro me

Io cammino celebrando l’operato dell’insieme,
Tiro avanti il passo fresco e non piango corvi addosso.
Ora e più.

È il candore a farmi spola
Rischiarando l’importanza
La bellezza che ha dipinto proprio dove muore Dio

Com’è acerba questa notte
Quasi seta nel pensiero – lo ritrovo sangue e vene
Sussurrando a chi per me il domani del risveglio

Dammi l’antro. L’impressione del viandante.
La casuale delle stelle al tuo riflesso
Come porta volta all’eden

Io chi sono, verità,
 Pelle tesa al cielo cavo
Accogliente quando piove o corre vento
La tempesta mi riposa
E barcollo, derubata, con l’amore sulle spalle

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