Tag

In posizione pura rivolta alle parole
Cerco la sete immane per capire
Ciò che germoglia la speranza
Delusa a spicchi infanti dal fastidio
D’ipotizzarci eterni

Sarà il giorno oscuro che mi dirà chi sono
L’ostacolo più duro causato dall’inferno.
Non brulla né feconda
M’incontrerò presenza salvandomi emissione
Nel misero del niente che a origine creò

Gli orchi e le fate affidano tormenti
Ritmandoli d’assenza perennemente in veglia.
Severa è l’intuizione, non finge per orgoglio
Tastandomi le ossa io sfioro la pazienza
E sempre la follia delle opinioni –
Nutrite in fame agli anni

Ero la corsa in piaga, l’immobile fortuna,
La coincidenza alterna del coraggio
Che a illudermi sguainò
Le querce necessarie come ragioni antiche.
Vivono così le bare per simbiosi
Radici e forze in busto
Durevoli anche mute

La luce mi fu boia, poi il fiato dei serpenti,
La lama del risveglio non mentiva mai
Scoprendomi spietata preghiera per viltà
Quando le spalle piegavano dimesse
Al triste temporale di un tempo illimitato

Siamo partite attese, missioni intestardite
Per non morire mai
O forse per morire amandoci imperfetti
Con un qualcosa ignoto
Da amare in torto a Dio
Fuggendo dal respiro del vivere
Mai nati

Annunci