Siamo radici illese arando il tempo
fatiche abbandonate e rami avvolti
poi grappoli di carne da succhiare
immiserendo il frutto delle viti

Attese in riva al seno sperano per noi
giorni da scaldare
glorificando il gelo

Quanti sapori e rivoli di fiato
potrebbero crollare
vestendo le pareti della luna;
quel territorio muto
lontano dagli sguardi
delle belve

Un giorno partirò e non avrai paura
mentre le foglie e i fiori oscureranno
la strada del sospiro

Dov’è la tregua in terra
dov’è la sorte buona
per germogliare eterna

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